Onorevole
Ministro,
le voci, sempre piu' insistenti inerenti una imminente “ reformatio in pejus “ del regime pensionistico attuale sta spingendo sempre piu' infermieri aderenti alla scrivente organizzazione a chiedere informazioni attinenti le procedure per il collocamento in pensione.
L'effetto fuga che ne scaturisce acuirebbe la gia’' grave carenza di tali professionisti con l’immaginabile nocumento per l'assistenza.
In realta' il momento di perfezionamento del diritto alla pensione , secondo il vigente ordinamento, si realizza con la maturazione dei requisiti di anzianita' contributiva e di eta’ anagrafica cui si aggiunge la necessaria formalita’ della domanda di pensionamento;
cio’ posto non rileva, ai fini del perfezionamento della procedura pensionistica , il momento della presentazione della domanda o della sua accettazione , ovvero del sistema delle finestre, poiche’ tali adempimenti devono considerarsi come atti meramente dischiarativi e/o di decorrenza degli effetti economici quindi non costitutivi del diritto( vedasi Corte Cost maggio 1995 n 209 e Corte Cassazione sez Lavoro n 5433 del mag 1991 e n 14959 dell'ottobre 2002).
Da quanto specificato ne deriva che l'eventuale sopravvenienza di leggi peggiorative rispetto all'attuale disciplina potrebbe intaccare il diritto acquisito , come sopra specificato , solo se la novella norma prevedesse un effetto retroattivo;
Giova peraltro specificare che anche nel caso il cui la nuova norma prevedesse specificamente la propria valenza retroattiva giammai tale retroattivita' dovrebbe travalicare l'ormai acclarato principio del nostro ordinamento secondo il quale esiste un presupposto costituzionale non scritto di buona fede in senso oggettivo a tutela del legittimo affidamento del cittadino nei confronti delle leggi.
In definitiva non si puo' disconoscere che le eventuali norme le quali incidano con valenza retroattiva sulle legittime aspettative maturate debbano comunque contenersi entro i limiti della ragionevolezza cosi' come previsto dagli artt 2 e 3 della Costituzione e non devono contenere provvedimenti che invalidino i diritti gia' acquisiti , stesso discorso deve esser fatto per tutti quegli eventuali provvedimenti che peggiorino notevolmente le leggittime aspettative di tutti quei dipendenti che si trovano in una fase del rapporto di lavoro ormai consolidata e duratura.
Chiediamo con sollecita urgenza l'adozione di un atto avente forza di legge, in grado di normare i principi di cui sopra piu' volte reiterati dalla stessa giurisprudenza , cio' al fine di scongiurare la immanente fuga del personale infermieristico dagli ospedali italiani con le gravi ripercussioni sulla sicurezza sociale e sulla qualita' delle cure.
Appare anche importante specificare riguardo alla ns consapevolezza del fatto che in futuro il legislatore potra' sempre decidere di tornare nuovamente sui diritti gia’ garantiti per modificarne l'essenza , riteniamo tuttavia che tale evenienza possa considerarsi alquanto remota per gli effetti deleteri che ne discenderebbero sia sotto il profilo giuridico che politico.
Contiamo sul suo senso di responsabilita' e restiamo in attesa di leggere controdeduzioni e rassicurazioni alla presente da estendere alla categoria infermieristica.
Il Presidente
Antonio De Palma